Un semplice dispositivo si attacca ad una presa elettrica e collega tutto nella stanza: questa è l’idea dietro Synthetic Sensors, un progetto della Carnegie Mellon University che promette di creare con poco una casa intelligente.

Il piccolo dispositivo è stato svelato questa settimana alla grande conferenza ACM CHI: può catturare tutti i dati ambientali necessari per trasformare un’ampia varietà di oggetti domestici ordinari in dispositivi intelligenti. È un prototipo per ora, ma già la prova del concetto è impressionante.

Si inserisce il modulo in una presa elettrica ed esso diventa gli occhi e le orecchie della stanza, con i suoi 10 sensori incorporati che registrano informazioni come suono, umidità, rumore elettromagnetico, movimento e luce (i ricercatori hanno escluso una telecamera per ragioni di privacy).

Gli algoritmi di apprendimento di macchina traducono questi dati in informazioni specifiche sul contesto di ciò che sta accadendo nella stanza. I sensori sintetici possono dirti, ad esempio, se hai dimenticato di spegnere il forno, o chiudere il gas.

Naturalmente, visto che trattiamo di rubinetti, non manca la relativa funzione di accertamento della rubinetteria della stanza, a partire da quanta acqua sta perdendo tale prodotto.

I ricercatori della CMU sperano di collegare dispositivi altrimenti non collegati, ma vanno oltre con le diverse funzioni di rilevamento in un unico dispositivo: è come un telecomando universale per case intelligenti e collegate.

Utilizzando i dati acquisiti dal modulo sensore, i ricercatori assegnano ad ogni oggetto o azione una firma unica: l’apertura del frigorifero, per esempio, produce una grande quantità di dat, dal rumore alla luce, al movimento, che suonano appunto diversi dall’aprire un rubinetto oppure lo stesso che perde acqua.

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