Continua il trend di crescita del saldo commerciale trainato dal Made in Italy, con un surplus per 122.4 miliardi di euro nel 2015: dopo il difficile contesto economico, si conferma questa continua crescita, iniziata nel 2010 con 92.3 miliardi, nel 2011 con 103.7 miliardi, nel 2012 con 119.5, nel 2013 con 120.2 e nel 2014 con 122.3 mld.

Un vero e proprio boom si circoscrive a settori importanti del nostro Paese, come, ad esempio, la meccanica e la rubinetteria: oltre ai prodotti a loro risalenti, si stanno rivelando importanti anche i macchinari connessi ai suddetti comparti, con un saldo commerciale positivo pari a 49.8 miliardi di euro, sempre nel 2015.

I settori che seguono, quindi, sono il tessile-abbigliamento-calzature con 17.6 miliardi, i prodotti in metallo con 11.1 miliardi, i mobili con 7.2 miliardi, gli apparecchi elettrici con 6.5 miliardi ed altri materiali non metalliferi (ad esempio la ceramica, la porcellana, il vetro, il cemento etc.) con 6.4 miliardi di euro.

I mercati di riferimento sono diversi, con Germania, Francia ed Usa ad essere gli sbocchi principali: ad esempio, nel 2015, il mercato tedesco ha visto merci Made in Italy per 30.3 miliardi di euro, quello francese per 27.7 miliardi e quello statunitense per 24.6 miliardi.

Nella classificazione, seguono il Regno Unito con 14.8 miliardi, la Spagna con 11.2 miliardi e la Svizzera con 11 miliardi di euro.

Vi sono, infine, rispetto al 2014, aumenti significativi di vendita, per quanto concerne i mercati degli Emirati Arabi (+15.4%), degli Stati Uniti (+15.2%) e della Spagna (+10%).